lunedì, marzo 13, 2006

Aviaria sì, aviaria no!

Scoppia in Italia la psicosi dell'influenza aviaria e crollano i consumi di tutto ciò che ha a che fare con il pollo. Ma è giusto tutto ciò? Ricordo che l'aviaria, al contrario della mucca pazza che è un morbo, è un virus: una volta cotto non esiste più nessun pericolo. Magari può non far piacere mangiarsi qualcosa che era malato, tutti daccordo, ma riporto testualmente le parole presenti nel sito del Ministero della Salute e confermato da diversi scienziati: usualmente, i virus dell’influenza aviaria non infettano gli uomini; tuttavia, sono state riportate sporadiche segnalazioni di infezioni umane. L'uomo può infettarsi con il virus dell'influenza aviaria a seguito di contatti diretti con animali infetti (vivi o morti) e/o loro escrezioni (feci, urine, saliva e secrezioni respiratorie), mentre non c'è alcuna evidenza scientifica di trasmissione attraverso il consumo di carni avicole o uova dopo accurata cottura (70 °C).
Infine non posso non segnalare questo simpatico articolo comparso sull'Espresso di Michele Serra La psicosi del brodo di cappone.
Un saluto a tutti i frequentarori del blog e ... buon appetito!


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